Italiano Inglese

Enzio Lucca - Apparecchiare la tavola

Sebbene la recente attenzione verso la cucina internazionale abbia valorizzato lo "Street Food", specchio delle tradizioni, e il "Finger Food", specchio dei frenetici tempi moderni, apparecchiare la tavola è e resta un importante se non fondamentale segno di stile. Ricevere gli ospiti in occasioni diverse prevede ovviamente una differente preparazione della tavola e degli ambienti. Non mi dispiace servire la grigliata sui taglieri di legno e mangiare con gli amici seduti sugli sgabelli e sulle mensole in marmo della mia cucina, ma mi riempie di gioia vedere l'espressione di stupore di una coppia di fidanzati quando preparo per loro una tavola ed una sala per S.Valentino. Anche in questo caso è necessario dare spazio alla fantasia, rispettando però alcune basilari regole del galateo. Ho trovato questo interessante articolo di Anna Lapini, e ve lo giro con piacere.

Enzio Lucca


L'arte di ricevere: a tavola con stile

L’arte di ricevere è senza dubbio una pietra miliare dello stile.        

Invitare qualcuno vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che trascorre sotto il nostro tetto -  Anthelme Brillant Savarin
(1755-1826 politico e gastronomo francese, autore del famoso libro “la fisiologia del gusto”)

Ricevere ospiti a pranzo è sempre una grande occasione di convivialità.

Lo stile vuole la sua parte: ecco qualche consiglio per approntare una tavola con stile e modernità. Benché alcune regole del Galateo possano sembrare un residuo del passato, ricordate che queste piccole regole, in linea generale, sono frutto di attenzione alla comodità e alla funzionalità di ciascun elemento della tavola. L’arte di apparecchiare la tavola con stile è da sempre un modo di esprimersi (facendosi apprezzare!) in tutte le occasioni, dalle più importanti e formali alle cene rilassate con gli amici di sempre: è un tocco di eleganza necessario, che fa sentire gli ospiti graditi e tenuti in considerazione. Teniamo sempre presente che è fondamentale, comunque, bandire le rigidezze: apparecchiare con stile, infatti, non consiste solo nel seguire un canone prestabilito. È necessario anche saperlo conciliare con la propria personalità e soprattutto con quella degli invitati. Una ricercatezza forzata e ostentata crea facilmente disagio negli ospiti e certo non fa fare bella figura al padrone di casa.

Come apparecchiare dunque?

Posti a sedere: indicate voi il posto riservato a ciascun invitato, si eviteranno così tutti quei piccoli disagi e imbarazzi tipici di eventuali situazioni di vicinanza… non esattamente gradita. Fate in modo che la distanza tra ciascun invitato sia né troppo breve (effetto ‘scatola di sardine!’), né troppo lunga da impedire la conversazione tra i convitati, costringendoli in alternativa ad alzare la voce, sortendo in ogni caso lo spiacevole effetto di raffreddare l’atmosfera.

Il tovagliato: se si tratta di un pranzo informale potremo scegliere di optare per le tovagliette “all'americana”, minimal, piacevoli e moderne; per occasioni più formali, invece, sarà opportuno ricorrere alla classica tovaglia, ampia il giusto e ovviamente… stirata con cura! Un soluzione potrebbe essere quella di utilizzare il cosiddetto "mollettone" di protezione sotto la tovaglia: quella che potrebbe apparire una scelta superflua e superata si rivela in realtà molto utile per attutire i rumori che si fanno nel poggiare gli oggetti in tavola). Un'ottima scelta contemporanea è il "runner", cioè una tovaglia lunga e stretta che percorre tutta la lunghezza della tavola e può essere posta sopra la tovaglia grande, permettendoci tra l’altro di giocare a creare contrasti tra colori, forme e tessuti delle due. Il tovagliolo, che va di regola sul piatto, può essere impreziosito da un segnaposto personalizzato (qui la nostra creatività è ben accetta e, anzi, fortemente incoraggiata!), il segnaposto studiato per l’apparecchiatura può diventare un gentile cadeaux per il nostro ospite.
La disposizione di piatti, posate e bicchieri: al centro poniamo ovviamente il piatto (a cui può essere aggiunto un sottopiatto). La buona maniera tradizionale vuole che non vengano sovrapposti più di tre piatti e che due piatti piani non si trovino mai l’uno sull’altro e che mai e poi mai il piatto da antipasto si ponga sopra la scodella. 
A sinistra porremo le forchette (ovviamente con i ‘denti’ rivolti verso l’alto) , a destra i coltelli e poi i cucchiai: tutto allineato e in sequenza, secondo l'ordine di portata, dall'esterno all'interno. Sopra il piatto, verso il centro della tavola, vanno le posate da dessert, disposte orizzontalmente.  Un’alternativa ‘contemporanea’ prevede, invece, che si dispongano le posate solo al momento della singola portata: una soluzione ‘di cortesia’, che solleva l’eventuale ospite ‘sbadato’ dall’imbarazzo di non conoscere la corretta disposizione delle posate
I bicchieri, invece, andranno disposti da sinistra a destra, da quello per l’acqua a quello del vino. Ricordate che sarebbe buona norma dotare i convitati di un bicchiere diverso per ogni qualità di vino che si andrà a servire e che un bicchiere colorato per servire magari un vino bianco fruttato può essere una straordinaria decorazione che può ispirarsi con il colore stesso alla stagione o alla ricorrenza.

Decorare con stile e creatività

La cura dei dettagli e il giusto equilibrio di accostamenti renderanno l'atmosfera ospitale e gradevole. 
Un centrotavola fresco conferirà sempre quel tocco di eleganza e stile al desco, lasciandoci al contempo un ampio margine per esprimere al meglio la nostra personalità e dare fondo alla creatività; si raccomanda solo di non esagerare nelle dimensioni, in quanto un centrotavola troppo grande, oltre a rovinare l’equilibro e le proporzioni tra gli elementi presenti sulla tavola, sortirà lo spiacevole effetto di ridurre eccessivamente la capacità di movimento dei convitati sulla tavola. Nel caso in cui si prediliga l’elemento floreale (ottima scelta per un pranzo di primavera), attenzione che il profumo dei fiori non sia troppo forte! Se è vero, da un lato, che un bouquet che solletica il nostro olfatto risulta sempre piacevole, non dimentichiamo che una profumazione eccessiva o inadatta rischia comunque di saturare i nostri sensi compromettendo l’appetito. Lo stesso discorso vale per le creazioni composte con le spezie (cannella, anice, adottate soprattutto nelle cene natalizie), che vanno dosate e ‘giocate’ tanto con creatività quanto con gusto, intelligenza e parsimonia.

Articolo originale e foto su annalapini.it