enziolucca.it Rss http://www.enziolucca.it/ Enzio Lucca - Ricette dalla rete it-it Mon, 21 Nov 2016 20:19:30 +0000 Fri, 10 Oct 2014 00:00:00 +0000 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss Vida Feed 2.0 enziolucca88@gmail.com (Enzio Lucca) enziolucca88@gmail.com (Enzio Lucca) Mediacontent http://www.enziolucca.it/vida/foto/logo.png enziolucca.it Rss http://www.enziolucca.it/ Zuppa di zucca e ceci http://www.enziolucca.it/ricette/463/1/zuppa-di-zucca-e-ceci

La zuppa di zucca e ceci è una ricetta golosa con una preparazione davvero semplice. Ideale in autunno anche per realizzare un menù completamente dedicato alla zucca, ingrediente principale della stagione. In questa ricetta il sapore dolciastro della zucca si sposa alla perfezione con il gusto deciso dei ceci creando un connubio perfetto. Scoprite insieme a noi tutti i segreti per stupire i vostri ospiti con questo piatto.
 

Ingredienti

500 Gr. Di Zucca
250 Gr. Di Ceci
1 Cipolla
2 Cucchiai Di Olio D'oliva
2 Coste Di Sedano
2 Carote
2 Foglie Di Salvia
4 Fette Di Pane Casereccio
Parmigiano Grattugiato Q.B.
Sale Q.B.
Pepe Q.B.

Preparazione

Lasciate i ceci in ammollo per 24 ore in acqua; lessateli e lasciateli cuocere per 2 ore con le carote e il sedano grattugiati, il timo e la salvia.

 
Rosolate a parte la cipolla tritata con un po' di olio; versate la zucca, mondata e tagliata a dadini, lasciatela stufare fino a quando sarà diventata tenera e poi unitela ai ceci in cottura assieme al soffritto.
Coprite e lasciate cuocere ancora per circa 1 ora; quando i ceci si saranno cotti, tostate nel forno le fette di pane casereccio.
Quando i ceci saranno teneri, o quasi disfatti, eliminate il timo e la salvia e disponete la zuppa nella ciotole. Spolverate con un po' di pepe, sale, parmigiano e servite decorando il tutto con le fette di pane.

ricetta originale su Buttalapasta.it

foto di principessainsonne

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Mon, 21 Nov 2016 20:19:30 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/463/1/zuppa-di-zucca-e-ceci enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Crepes dolci e salate, i mille modi di preparare le crepes http://www.enziolucca.it/ricette/460/1/crepes-dolci-e-salate-i-mille-modi-di-preparare-le-crepes

Intanto prepariamo le crepes

Ingredienti per 12 crepes persone


q.b. burro
3 uova
q.b. sale
2,5 decilitri  latte intero
125 grammi  farina 

Preparazione

Per preparare le crepes sguscia 3 uova in una terrina, unisci un pizzico di sale e sbattile con una frusta; incorpora al composto 125 g di farina setacciata e 2,5 dl di latte, versandolo poco per volta e continuando a sbattere con la frusta, fino a ottenere una pastella liscia e ben amalgamata. 

Copri il composto e fallo riposare per circa mezz'ora; poi sbattilo di nuovo per un istante. Scalda sul fuoco una padella antiaderente di 16-18 cm di diametro, spennella con abbondante burro fuso e toglila dal fuoco.

Versa subito un mestolino di pastella nella padella e falla ruotare velocemente in modo che il fondo venga ricoperto da un velo sottile e uniforme di pastella.
Rimetti la padella sul fuoco abbastanza vivo e cuoci la crepe finché i bordi cominciano ad arricciarsi. Girala con una paletta, cuocila ancora per un minuto e trasferiscila in un piatto.


Ripeti l'operazione fino a esaurimento della pastella, scaldando bene la padella e spennellandola di burro ogni volta. Con queste dosi si ottengono una dozzina di crepes.

da salepepe.it

Ho scovato anche delle varianti per la ricetta base  molto interessanti  su pourfemme.it

Crepe light
Ingredienti: 250 gr di farina, 2 uova, 1/2 litro di latte parzialmente scremato, 1 cucchiaio di olio di semi.

Se le crepes sono dolci potete unire 2 cucchiai di zucchero oppure un aroma a scelta tra rum, vanillina, scorza di limone e cannella.
Preparazione: Sbattete le uova con l’olio e unite gradualmente la farina e il latte tiepido, mescolate con le fruste fino ad avere un composto gonfio e senza grumi. Fate riposare la pastella in frigo per un’oretta. Per cuocere queste crepes dovete usare un cucchiaino di olio nella padella, poi man mano se serve ne aggiungete altro.

Crepes senza latte

Se siete intolleranti al latte potete sostituire il latte tradizionale con quello di soia o di riso, la ricetta verrà ugualmente bene e la resa sarà ottima.

...poi possiamo seguire questi consigli di ricetta.it

Farciture salate e al forno

Possiamo riempire le crepes come dei cannelloni e passarle al forno prima di servirle a tavola.
Questo tipo di farcitura può essere preparata con salsa di besciamella e spinaci, mescolati insieme e insaporite con del parmigiano.
Se vogliamo anche renderle filanti, aggiungiamo all'impasto interno, anche dei tocchetti di formaggio filante.
Alla fine ricopriamole di besciamella e parmigiano e inforniamole per circa trenta minuti e gustiamole tiepide. Ancora un modo per gustarle calde è quella di condirle come i cannelloni, cioè con dell'ottimo ragù fatto in casa e
della salsa di besciamella insaporita da molto formaggio grattugiato, prima di infornare le crêpes, ricopritele da uno strato di ragù, uno di besciamella e alla fine una spolverata di parmigiano.

Farciture fredde

Se invece siamo nella stagione calda e vogliamo preparare una pietanza fresca e gustosa da gustare magari al rientro da una caldissima mattinata al mare, possiamo preparare le crêpes la mattina prima di recarci al mare e farcirle in vari modi.
Il primo interno può essere a base di tonno in scatola che si accompagna bene con del pomodoro a tocchetti e del basilico fresco. Oppure si può frullare il tonno con un cucchiaio di maionese ed aggiungere della lattuga tritata finemente.
Per coloro che amano i sapori forti, invece si può mescolare il tonno a dei capperi e del formaggio spalmabile.
Una volta decisa la ricetta, ponete le crêpes in frigorifero e gustatele fredde con un contorno di insalata o semplici così come sono.
Sempre fredde, sono ottime anche con un ripieno a base di prosciutto cotto, accompagnato da pezzetti di formaggio e verdure come, pomodoro o lattuga, il prosciutto crudo invece si accompagna bene ai formaggi spalmabili o allo stracchino ed anche alla mozzarella, sempre accostati a delle verdure fresche o delle ottime zucchine grigliate e per chi ama i sapori più decisi, del paté di olive o qualcuna fresca.
Queste ultime ricette possono anche essere passate qualche minuto in padella ed essere assaporate calde, per avere il formaggio filante, evitate però in questo caso la mozzarella, perché rilascerebbe troppa acqua che fa attaccare le crêpes alla padella.

Farciture dolci

Per quanto riguarda le ricette dolci, senza dubbio la più classica ormai è quella delle crêpes alla Nutella, che non ha bisogno di spiegazioni, però può avere delle varianti, come ad esempio l'aggiunta di nocciole o mandorle tritate sia all'interno che sopra la crêpes.
Oppure si possono guarnire superficialmente con della panna montata. Le crêpes se lasciate raffreddare, sono ottime anche con una farcitura di gelato e cosparse di panna montata all'esterno, ma vanno mangiate immediatamente per evitare che si sciolga l'interno.
Se siete dei classici o tradizionalisti, non dimenticate le tradizionali crêpes con la marmellata di frutta.

Passiamo al vino

Per il vino da abbinare potete scegliere un vino dolce, non molto profumato e mediamente caldo come un Alsace Gewurztramine se  sono crepes dolci.

La crepes “salata” al pollo ha bisogno di un accostamento di vini che esaltino il sapore del condimento che include anche formaggio e salsa. Se il condimento è a base di panna, è bene abbianre uno Chardonnay. Se il condimento include la salsa, potete abbinare un Chianti o uno Zinfadel. Una salsa speziata sta bene con un Riesling. Formaggi come groviera e brie nel condimento si abbinano a Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon blanc o Pinot noir i quali non sovrastano il sapore delicato del formaggio. Parmigiano-Reggiano e asiago si abbiano a Cabernet Sauvignon o Amarone i quali completano il sapore corposo dei formaggi. Il gorgonzola invece sta meglio con un vino da dessert come il Porto. Per quanto riguarda le erbe, basilico, origano e rosmarino stanno bene con il Sauvignon blanc. I peperoni invece col Syrah. (da notizie.it)

Qualche idea per farcire le nostre crepes...

Se poi siete a corto di idee su come farcirle ci viene in aiuto divinocibo.it

Crêpes con cotto e scamorza affumicata

Questo abbinamento è davvero tanto banale quanto delizioso. Assicuratevi di tagliare la scamorza in fettine molto sottili e disponetele sul lato della crêpe appena la girate sull’altro lato. Prima di piegare la crêpe in due, aggiungete anche il prosciutto cotto.

Crêpes con speck, gorgonzola e rucola

Il gorgonzola si ammorbidisce abbastanza velocemente. Siccome speck e rucola non vanno cotti, aggiungete gli ingredienti quando manca poco alla fine della preparazione. In alternativa, potete anche preparare le crêpe completamente e, dopo averle riempite con gorgonzola, speck e rucola, disporle in una pirofila e scaldarle in forno, con un po’ di burro fuso sopra.

Crêpes con prosciutto crudo e mozzarella

Il prosciutto crudo deve restare crudo e la mozzarella deve avere il tempo di fondere, quindi o tagliate la mozzarella in fette molto sottili o addirittura la sminuzzate/sbriciolate.

Crêpes ricotta e spinaci

Per questo abbinamento, ovviamente gli spinaci vanno prima lessati e poi ben mischiati con la ricotta.

Crêpes ai formaggi

Qui sbizzarritevi con un bel mix di formaggi come fontina, gorgonzola, emmentaler. Ma dato che il formaggio deve avere il tempo di fondere per bene, anche qui è preferibile passare in forno le crêpes disposte in una pirofila.

Per le crepes dolci citiamo i sempre ben informati e golosoni di gustissimo.it:

Si può andare dalla versione più semplice, quella con lo zucchero o con il miele, a delle crepes golosissime farcite di cioccolato oppure di Nutella e panna montata, di cui vi suggeriamo le ricette.

Se preferite un ripieno a base di frutta, vi proponiamo le crepes ripiene di mele e noci: un po’ più laboriose delle crepes alla Nutella ma golosissime e particolarmente indicate nella stagione invernale.
Sempre a base di frutta, ma adatte in particolar modo all’estate, le crepes all’ananas sono un dessert velocissimo e freschissimo. Oppure si può optare per le intramontabili crepes con marmellata.

Un classico abbinamento delle crepes è con i liquori.

Provate ad esempio le crepes alla fiamma, con brandy e liquore all’arancia, oppure le crepes arancia e alchermes con gelato, da leccarsi i baffi! Altrimenti potete optare per una tra le ricette più rinomate: le crepes suzette (o crepes al Grand Marnier), il classico dei classici.
Nel caso comunque le crepes fossero per bambini, il liquore può in genere essere sostituito da sciroppi o succhi di frutta, anche se in questo caso non potrete fiammeggiare le crepes davanti ai vostri ospiti (spettacolo assicurato!). Come detto, le crepes sono un dessert facile e veloce, questo però non impedisce di utilizzarle per preparare dessert più sofisticati e adatti anche a occasioni importanti. Vi suggeriamo ad esempio le crepes con crema soffice di banane, un dessert di sicuro impatto visivo (nonché ovviamente di sapore!) perché la morbidezza della crema sarà sicuramente irresistibile. Per finire in bellezza vi consigliamo le crepes allo champagne: crepes ripiene con una delicata salsa a base di champagne, degna conclusione di un pasto all’insegna dell’eleganza e della raffinatezza.

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Mon, 17 Oct 2016 18:09:12 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/460/1/crepes-dolci-e-salate-i-mille-modi-di-preparare-le-crepes enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Mozzarella buongusto http://www.enziolucca.it/ricette/459/1/mozzarella-buongusto

Questa volta facciamo una cosa veloce, ma non per questo meno buona....

Ingredienti
200 g di prosciutto crudo
2 Mozzarelle Santa Lucia da 125 g
2 pomodori sodi
10 olive nere
qualche foglia di insalata verde riccia
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio di origano

Preparazione

Tagliate i pomodori a fettine sottili, eliminate i semi e mettete da parte.
Tritate le olive.
Lavate e sgrondate qualche foglia di insalata.
Su un foglio di pellicola trasparente allargate il prosciutto crudo sovrapponendo leggermente le fette.
Su queste sistemate la Mozzarella Santa Lucia tagliata a fettine sottili e le fettine di pomodoro.
Cospargete con l'origano, le olive tritate e coprite con le foglie di insalata.
Versate un filo d'olio e arrotolate il prosciutto aiutandovi con la pellicola.
Avvolgete con la pellicola e mettete in frigorifero fino al momento di servire.

La ricetta originale e' su Galbani.it

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Mon, 10 Oct 2016 20:14:52 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/459/1/mozzarella-buongusto enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Storia della porcellana antica in Italia http://www.enziolucca.it/ricette/458/1/storia-della-porcellana-antica-in-italia

La porcellana, ottenuta da un impasto di caolino, feldspato e quarzo, con una tecnica molto raffinata e complessa di cottura, venne scoperta dai cinesi secoli prima dell’anno mille, ma se ne ebbe notizia in Europa soltanto dai resoconti di Marco Polo dopo i suoi viaggi in Cina. I primi manufatti giunsero in Europa nei secoli successivi per mezzo dei Gesuiti e la porcellana divenne ben presto un oggetto di grande lusso, mentre invano si cercava di scoprire le tecniche di creazione e lavorazione. Nella Toscana di Francesco I De’Medici (tra il 1585 e il 1610) venne creata una porcellana a pasta tenera destinata alla corte ma presto cessò la fabbricazione. Fu soltanto grazie agli studi di Johann Friedrich Böttger che venne scoperta l’effettiva composizione della porcellana realizzata per il principe di Sassonia e la corte nella manifattura di Meissen. Si cercò in tutti i modi di difendere il segreto della produzione della porcellana e l’esclusiva, ma in breve tempo questa si diffuse anche nelle altre nazioni. In Italia le prime manifatture furono quelle di Capodimonte (Napoli) volute dal re Carlo di Borbone e sua moglie la regina Amalia di Sassonia che fondarono la Real fabbrica nella reggia di Capodimonte. Questa porcellana presentava delle caratteristiche sue proprie. Nel Sud Italia, infatti, non c’è il caolino, l’impasto si otteneva, quindi, con una fusione di varie argille locali e ne derivava un impasto tenero dal color latteo che costituiva la preziosa peculiarità della porcellana di Capodimonte. Però al suo rientro in Spagna, Carlo di Borbone trasferì anche le maestranze a Madrid. A Napoli vi fu un periodo di stasi fino a quando il figlio di Carlo, Ferdinando IV fondò la Real fabbrica ferdinandea. Nel 1806 con l’avvento della dominazione francese la Real fabbrica venne ceduta ad un gruppo di privati però gli artisti napoletani hanno tenuto viva la tradizione fino ai giorni nostri ed il marchio Capodimonte è ancora apprezzato e ricercato.

In Toscana, a Doccia (località oggi inglobata nel comune di Sesto Fiorentino), nacque per volontà del marchese Carlo Ginori nel 1737 una delle più prestigiose manifatture di porcellana europea, nel tentativo di dare impulso all’economia della regione nel momento del passaggio dal dominio dei Medici a quello dei Lorena. Il padre del marchese, Lorenzo Ginori, era vissuto in Portogallo esercitando l’attività di mercante e banchiere. Incaricato di acquistare porcellane cinesi per la collezione di Cosimo III, tornato a Firenze, commissionò in Cina un servizio da tavola in porcellana bianca e blu con stemma Ginori. Fu questo, forse, a dare al figlio l’interesse per la porcellana e l’idea di fondare una fabbrica di famiglia. Il marchese (divenuto tale per matrimonio) era un esperto conoscitore di testi alchemici e chimici ed era egli stesso appassionato di chimica. Si può, pertanto, dire che fu lui stesso a soprintendere alla composizione degli impasti, alla scelta delle terre ed alla messa a punto dei forni. All’inizio la fabbrica si reggeva principalmente sulla produzione di maioliche, mentre le prime porcellane di Doccia risalgono al 1740. All’interno della manifattura lavorarono abili pittori, scultori, gessaioli (tra cui Johann Carl Wendelin Anreiter von Ziernfeld). Alcuni dei primi pezzi delle tazzine, furono portati a Vienna e donati al futuro Granduca di Toscana: Francesco Stefano di Lorena. Grande merito del marchese fu quello di creare una scuola all’interno della fabbrica ed osare la produzione di sculture di grandi dimensioni, oggi vanto di musei e collezioni private. La manifattura fu curata dai suoi discendenti per cinque generazioni migliorando sempre e variando le produzioni. Nel 1886, però, gli eredi Ginori, accettarono l’offerta dell’industriale milanese Augusto Richard e la fabbrica acquisì il marchio Richard-Ginori proseguendo il suo cammino di qualità ed innovazione. L’azienda ebbe tra i suoi direttori artistici gli architetti Giò Ponti, Joe Colombo, Ambrogio Pozzi (questi ultimi due nel 1972 progettarono il servizio da tavola per la prima classe Alitalia).

La Ginori nella sua lunga storia ha realizzato opere in stili diversissimi e sembra quasi impossibile pensare che una manifattura di tale importanza storica abbia attraversato negli ultimi decenni una tale crisi da giungere al fallimento (ufficialmente nel gennaio del 2013) ed alla chiusura degli stabilimenti. Per fortuna a maggio 2013 è stata acquistata dal gruppo Gucci divenendo GRG (Gucci-Richard-Ginori) S.r.l., speriamo che, in tal modo, non sparisca un’altra eccellenza italiana la cui rilevanza storica ed artistica è documentata nel Museo Richard-Minori della Manifattura di Doccia, che raccoglie la produzione della manifattura dalla sua fondazione.

Enzio Lucca

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Thu, 22 Sep 2016 19:43:49 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/458/1/storia-della-porcellana-antica-in-italia enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
La Cassata siciliana http://www.enziolucca.it/ricette/457/1/la-cassata-siciliana

La mia famiglia è originaria di Palermo. Quasi tutti i miei zii ed i miei cugini sono a Palermo ed a Caccamo (provincia di Palermo), ciò significa che fin da bambino per le principali festività si prendeva la macchina e si andava dalla famiglia. Un viaggio rituale e piacevole, ma con alcune tappe obbligate anche perchè 35 anni fa non c'era un unico tratto di autostrada tra Messina e Palermo. Una di queste tappe comunque era un piccolo Bar a Santo Stefano di Camastra di cui non ricordo neanche il nome, ma ricordo bene il volto della proprietaria e soprattutto il banco pasticceria. Io prendevo sempre e soltanto due cose: un cannolo e una fetta di Cassata. Mia madre mi raccontava si quanto questo dolce fosse importante per la nostra tradizione frutto dell'influenza delle precedenti dominazioni, io mi chiedevo solo perchè questa fetta di paradiso la venissimo a mangiare solo in questo Bar e solo per le feste.
La risposta in realtà mi è stata rivelata molti anni dopo, quando ho iniziato a cucinare e proprio non riuscivo a replicare la consistenza, l'equilibrio e la bontà di quella torta mangiata per tanti anni in un piccolo Bar.
La Cassata è un dolce apparentemente facile ma in realtà parecchio complicato perchè ha pochi contrasti e spesso risulta "troppo dolce".

Questa ricetta è probabilmente quella che più di tutte consente di trovare il giusto equilibrio ed il sapore originale.
Occhio anche alla decorazione, perchè l'occhio vuole la sua parte.

Enzio Lucca


La Cassata è senza ombra di dubbio una delle più celebri specialità della pasticceria siciliana. Ma oltre ad essere una vera e propria prelibatezza, questo dolce dalla storia lunghissima e dalle influenze multiculturali è anche un emblema della storia della regione ed il simbolo di come la cultura locale abbia colto a piene mani da quelle portate dalle dominazioni succedutesi nel corso dei secoli sul territorio, arricchendosene senza mai perdere la sua vera identità.

LA TRADIZIONE Sono oltre dieci secoli che la ricetta della Cassata siciliana viene tramandata di generazione in generazione portandosi dietro le numerose modifiche che, nel corso della storia, l'hanno trasformata nella torta prelibata che oggi tutti conosciamo. Si dice, infatti, che le sue origini si collochino tra il IX e l'XI secolo quando ai prodotti della tradizione contadina locale, tra cui la ricotta, cominciarono ad aggiungersi quelli portati a Palermo dai dominatori arabi, tra cui la canna da zucchero, il cedro, il limone, l'arancia amara, il mandarino e, naturalmente, la mandorla. La ricetta in origine era molto più semplice e consisteva nel lavorare la ricotta con la canna da zucchero. Man mano vennero aggiunti gli altri ingredienti e il composto venne ricoperto con della semplice pasta frolla e cotto nel forno. Nel periodo della dominazione normanna, nel convento palermitano della Martorana, nacque la cosiddetta Pasta Martorana (o pasta reale) a base di farina di mandorle e zucchero che venne impiegata, oltre che per realizzare dolcetti a forma di piccoli frutti, anche per sostituire la copertura di pasta frolla della Cassata che non necessitava più, dunque, di cottura nel forno e si trasformò in un dolce freddo, con un piacevole tocco di verde conferitogli dalla colorazione della Pasta Martorana mediante l'utilizzo di estratti di erbe. Nel corso della dominazione spagnola, la Cassata acquistò altri due ingredienti, il cacao con il quale si arricchisce l'impasto a base di ricotta e, soprattutto, il Pan di Spagna che fece da base per il dolce al posto dell'originaria pasta frolla, mentre la Pasta Martorana divenne l'elemento principale delle ricche decorazioni che lo adornavano. Fu nel 1873 che la ricetta si trasformò in quella che tutti oggi conosciamo, grazie alla creatività del pasticcere palermitano Salvatore Gulìche arricchì ulteriormente la Cassata aggiungendo, tra le decorazioni, anche la cosiddetta “zuccata” (pezzetti di frutta, soprattutto mandarini, fichi, pere, ciliegie ed arance, immersi in uno sciroppo di zucchero) e la glassa lucidissima.

LA DENOMINAZIONE Esistono diverse interpretazioni dell'etimologia del nome della Cassata. C'è chi, dice, infatti, che il termine derivi dalla parola “qas'at”, che significa “scodella” e farebbe riferimento al recipiente utilizzato in origine per dare la forma al dolce, chi, invece, sostiene che se ne debbano ricercare le origini nel sostantivo latino “caseum” (“formaggio”), con un chiaro riferimento all'ingrediente principale della ricetta, e chi, infine, lo considera l'evoluzione della parola inglese “glass” (“vetro”) che richiamerebbe la lucidità della glassa con la quale viene decorato il dolce. La sua lunga storia ed il profondo legame con la cultura siciliana le sono valsi l'inserimento nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT).

LE CARATTERISTICHE La Cassata è, dunque, una torta con base di Pan di Spagna arricchita con una farcia di ricotta zuccherata (generalmente di pecora), spesso insaporita con scaglie o gocce di cioccolato, e decorata con una copertura di Pan di Spagna e Pasta Martorana, frutta candita e glassa. A seconda delle varianti si possono trovare differenti ingredienti che spaziano dai pistacchi, ai pinoli, alla cannella, sino al maraschino e all'acqua di zagara.

LA PRODUZIONE Non esiste una sola versione della Cassata. In ogni zona della regione, infatti, è possibile trovarne differenti varianti che differiscono per gli ingredienti utilizzati, per il loro bilanciamento e per la ricchezza delle decorazioni. Tra le più rinomate di distinguono quella palermitana, quella trapanese, quella catanese, quella nissena e quella messinese dal sapore meno dolce. Viene spesso proposta anche inversioni monoporzione, chiamate Cassatine, e a Palermo, inoltre, non è raro trovare ancora chi prepara la Cassata a Forno che, come la versione originaria della torta, non contiene canditi né pasta reale, è ricoperta di pasta frolla e viene, appunto, cotta in forno.

LA CULTURA In passato la Cassata era considerata la torta pasquale per eccellenza al punto che un proverbio siciliano definisce "Meschino chi non mangia Cassata la mattina di Pasqua" (in dialetto "Tintu è cu nun mancia a Cassata a matina ri Pasqua"). Ancora oggi è tradizione servirla nel giorno della Resurrezione di Cristo anche se viene ormai preparata e consumata durante tutto l'anno.

IN CUCINA Apparentemente semplice, quella della Cassata è, in realtà, una ricetta molto elaborata che spesso scoraggia i pasticceri amatoriali che si dilettano nella preparazione in casa delle specialità tradizionali. La sua bontà e la soddisfazione di vederla nascere dalle proprie mani vale, però, certamente l'impresa e la possibilità di personalizzare sia gli ingredienti (aggiungendo o togliendo la frutta candita, insaporendo con spezie o frutta secca ecc.) che la decorazione offrono una ragione in più per provarci.

La ricetta: Cassata Siciliana. Ingredienti: per la farcitura: 300 grammi di ricotta, 200 grammi di zucchero, 30 grammi di gocce di cioccolato, una bustina di vanillina. Per la pasta reale: 150 grammi di farina di mandorle, 150 grammi di zucchero, 100 grammi di acqua, colorante verde per alimenti. Per il Pan di Spagna: 100 grammi di farina, 3 uova, 100 grammi di zucchero, una bustina di vanillina, un pizzico di sale. Per la glassa:100 grammi di zucchero, acqua. Per la decorazione: frutta candita.
Fate scolare il siero dalla ricotta in frigorifero per una notte, poi unitela con lo zucchero e la vanillina e lavorate il composto setacciandolo fino ad ottenere una crema vellutata che mescolerete con le gocce di cioccolato e terrete da parte. Preparate, quindi, la pasta reale, facendo sciogliere lo zucchero nell'acqua in un pentolino a fuoco basso, mescolando di continuo. Quando comincerà a filare, aggiungete la farina di mandorle ed il colorante, amalgamando bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo che lascerete freddare su una spianatoia. Quando risulterà ben compatto, stendetelo con un mattarello fino ad ottenere uno spessore di circa mezzo centimetro. Dalla sfoglia ricavate delle strisce rettangolari che suddividerete, a loro volta, in piccoli rettangoli dell'altezza del bordo dello stampo. Dedicatevi, ora, al Pan di Spagna dividendo i tuorli dagli albumi e montandoli separatamente ognuno con una metà dello zucchero. Unite i due composti facendo attenzione che non si smontino ed aggiungete anche la farina e la vanillina, amalgamando l'impasto con cura. Imburrate ed infarinate una teglia, distribuite il composto livellandone lo spessore con l'aiuto di una spatola ed infornate a 180° per 30-40 minuti, senza aprire il forno durante la cottura, sino a che non si sarà lievemente dorato in superficie. Fatelo freddare poi ricavatene un disco del diametro del fondo dello stampo e dei rettangolini dell'altezza del bordo. Sbriciolate ciò che resta. Imburrate ed infarinate con cura la tortiera e sistemate il disco di Pan di Spagna sul fondo inumidendolo con dello sciroppo di acqua e zucchero o, se preferite, di maraschino o sciroppo di arancia, limone o zagara. Foderate, quindi, i bordi dello stampo alternando i rettangolini di Pan di Spagna e pasta reale seguendo tutto il perimetro. Aggiungete, quindi, la crema di ricotta livellando la superficie con una spatola, poi ricoprite con il Pan di Spagna sbriciolato ed inumidito compattandolo con l'ausilio del dorso di un cucchiaio. Fate riposare la torta per circa un'ora (meglio se in frigorifero), poi capovolgetela su un vassoio. Preparate, quindi, la glassa facendo sciogliere lo zucchero nell'acqua in un pentolino fino a quando diventerà filante e trasparente. Versatela ancora calda sulla torta ricoprendone l'intera superficie. Fatela freddare, poi date spazio alla fantasia sbizzarrendovi con le decorazioni più creative e colorate.

Articolo originale su turismo.it

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Sat, 13 Aug 2016 15:17:33 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/457/1/la-cassata-siciliana enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Parmigiana di melanzane http://www.enziolucca.it/ricette/456/1/parmigiana-di-melanzane

Credo che la parmigina di melenzane sia la ricetta principe di ogni mamma siciliana che si rispetti: almeno loera della mia. Qualche trucco lo riservo per me e i miei ospiti nel frattempo provate questa ricetta trovata in rete.

Enzio Lucca

Ingredienti per 6 persone

1,2 chilogrammi melanzana oblunga
1 cipolla
250 grammi mozzarella
70 grammi parmigiano grattugiato
2 uova
q.b.  basilico
q.b.  olio per friggere
q.b.  sale
q.b.  pepe
1/2 litro pomodoro passata
1 spicchio aglio
q.b.  olio extravergine d'oliva 

Preparazione della parmigiana di melanzane

Prendi le melanzane, lavale, mondale tagliale a fette dello spessore di circa 1/2 centimetro nel senso della lunghezza. 
Mettile in un colapasta, a strati, con un po' di sale tra uno strato e l’altro, quindi lasciale riposare per un'ora, fino a che non hanno perso l'acqua vegetale: strizzale bene, sciacquale e asciugale.
Prendi una padella, soffriggi la cipolla tritata e l'aglio schiacciato insieme a 2-3 cucchiai di olio d'oliva, poi togli l'aglio, aggiungi il pomodoro, il basilico, il sale, il pepe e cuoci per 15-20 minuti.
Friggi le melanzane per la parmigiana, poche alla volta, in abbondante olio adagiandole man mano su carta assorbente da cucina.
Taglia la mozzarella a fette, rompi le uova e sbattile insieme a 1/3 della salsa di pomodoro e aggiungi un pizzico di sale.
Prendi una pirofila, versa sul fondo un po’ di salsa senza uova e sistema uno strato di melanzane. Aggiungi la salsa all'uovo, 2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato, il basilico e le fettine di mozzarella.
6Parmigiana di melanzane Sale&Pepe step
Continua gli strati fino ad esaurimento degli ingredienti, realizzando con le melanzane l’ultimo strato: coprile con la salsa di pomodoro senza uova.
Cuoci in forno a 180° per 30 minuti. Lascia riposare 2 ore e infine servi la parmigiana di melanzane.

Articolo originale su salepepe.it

Foto da bimbyperdimagrire.com

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Thu, 21 Jul 2016 19:58:25 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/456/1/parmigiana-di-melanzane enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Nidi di spaghetti fritti http://www.enziolucca.it/ricette/455/1/nidi-di-spaghetti-fritti

I miei bambini ne sono ghiotti ed è una delle ricette più semplici da preparare. Non è un piatto della nostra tradizione anche se io ricordo benissimo che a casa quando avanzavano gli spaghetti del pranzo alla sera si faceva la frittata di pasta, certo non leggerissima ma buonissima. Questa ricetta è una rielaborazione moderna della frittata di pasta.

Buon appetito

Enzio Lucca


Ricetta per preparare i nidi di spaghetti, un primo piatto originale e stuzzicante che non è per niente difficile da preparare, possiamo dire che sono come degli arancini di pasta, si possono fare con la pasta che avanza oppure utilizzando gli spaghetti molto sottili come ho fatto io. Sono perfetti se volete un pranzo speciale per i bambini, io li vedo benissimo per i giorni di festa!

Ingredienti
150 Gr Di Spaghetti (I Più Sottili Che Trovate)
125 Gr Di Mozzarella
80 Gr Di Prosciutto Cotto
3 Uova
Pangrattato Qb
2 Cucchiai Di Parmigiano
Farina Qb
Olio Per Friggere
Sale


Preparazione
Fate cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli bene e metteteli in una ciotola.
Sbattete un uovo e mettete il sale, poi versatelo negli spaghetti e mescolate bene.
Tagliate la mozzarella e il prosciutto a pezzetti e nel frattempo mettete dell’olio di semi in un pentolino sul fuoco. Se avete un po’ di tempo l’ideale sarebbe lavorare con la pasta un po’ scotta e fredda, io ero un po’ di corsa, tanto per cambiare, e ho dovuto usare un colino per dare una base ai nidi senza ustionarmi le mani.
Prendete un po’ di spaghetti e mettete dentro qualche cubetto di mozzarella e un po’ di prosciutto, poi ricoprite con un po’ di spaghetti e date una forma a pallina. Preparate 3 piattini in cui metterete, 2 uova sbattute, in un altro un po’ di farina e nell’ultima il pangrattato.
Passate le palline di spaghetti prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato.
Se l’olio è bollente, facendo molta attenzione versate i nidi di spaghetti e fateli friggere pochi minuti per lato, giusto il tempo di farli dorare e far sciogliere la mozzarella. (se serve qualche consiglio per la frittura perfetta...)
Prelevate i nidi di spaghetti con una schiumarola e metteteli su un piatto coperto da carta da cucina per eliminare l’olio in eccesso. Ripetete l’operazione fino ad esaurimento degli spaghetti, distribuite i nidi in un piatto da portata e serviteli. Si possono mangiare con coltello e forchetta ma sono certa che mangiati con le mani in un tovagliolino saranno molto più buoni, soprattutto per i più piccoli.

ricetta originale da buttalapasta

foto da giallozafferano

 

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Fri, 24 Jun 2016 18:55:29 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/455/1/nidi-di-spaghetti-fritti enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Panelle http://www.enziolucca.it/ricette/454/1/panelle

Gran parte della mia famiglia si trova a Palermo e quando vado a trovarli o so che verranno loro a farmi vista chiedo solo una cosa: le panelle.

Lo street food palermitano per eccellenza (forse meno famoso solo del pane 'ca meusa), pane e panelle è la merenda dei ragazzi della Vucciria ma anche il pranzo veloce degli uomini e delle donne d'affari di piazza Teatro Massimo.
Indubbiamente un componente fondamentale del pane e panelle è anche il pane che per questi panini deve essere morbido e leggermente insipido per esaltare al massimo la sapidità delle panelle.

Vi riporto comunque la ricetta originale (ma anche su questo ci sarebbe da discutere ore), con una sola raccomandazione: le panelle vanno fritte in olio di oliva e messe subito nel pane. Buon appetito.

Enzio Lucca


Le panelle (ovvero frittelle di farina di ceci) sono uno dei piatti più popolari della cucina siciliana, o meglio, di Palermo.

Facilissime da realizzare, richiedono l'uso di pochissimi ingredienti farina di ceci e olio di oliva per friggere. A piacere potete aggiungere un po' di pepe.

Ingredienti per 4 persone:

- 200 gr di farina di ceci

- 1/2 litro di acqua

- olio di semi di girasole per friggere

- prezzemolo o semi di finocchio

- sale e pepe qb

Preparazione

In una pentola fate sciogliere a freddo 200 grammi di farina di ceci in mezzo litro di acqua salata, facendo attenzione che non si formino grumi. Aggiungete un po' di pepe e mettete sul fuoco a fiamma bassissima mescolando continuamente.

Tenete sul fornello per circa 15 minuti, o fino a quando l'impasto non inizierà a staccarsi dalle pareti della pentola.
A questo punto, versate rapidamente il composto di ceci su una superficie liscia e bagnata (come ad esempio un tavolo di marmo o di legno) e spianatelo con un coltello in modo da renderlo il più sottile possibile.

Lasciate raffreddare la pasta per qualche minuto, poi tagliatela in rettangoli; fatto questo, scaldate in una padella abbondante olio di oliva e fatevi soffriggere le panelle fino a quando non saranno leggermente dorate (se serve qualche consiglio per la frittura perfetta...)

Potete mangiarle così oppure metterle all'interno di un morbido panino. Comunque sia, il risultato sarà ottimo!

Ricetta originale da Greenme

foto da lacapocuoca

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Fri, 24 Jun 2016 18:17:19 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/454/1/panelle enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Gnocco fritto http://www.enziolucca.it/ricette/451/1/gnocco-fritto

Oggi lo servono ovunque nei vari aperitivi (o apericena come si chiamano adesso), ma il segreto per uno gnocco fritto eccezionale è solo un. Magari non incontrerà il gusto di tutti però sicuramente così è un'altra cosa.

Intanto preparate lo stesso impasto con il quale si fanno i Pidoni alla Messinese, ma non esagerate con il sale.

Dopodichè stendete l'impasto fino a circa 1/2 centimetro e tagliatelo a quadrati, rettangoli e triangoli a vostro piacimento.

Preparate la friggitrice (o una padella) con olio ben caldo e friggete sino alla prima doratura (potete seguire anche questo post sui consigli per la frittura).

Adesso il tocco finale:

variante uno: condite con olio extravergine di oliva, origano e pepe nero.

variante due: condite con olio extravergine di oliva e peperoncino.

Servite in due ciotole distinte accompagnato da salumi affettati freschi e vino rosso delicato.

Enzio Lucca

Foto: corriere.it

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Fri, 17 Jun 2016 19:52:12 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/451/1/gnocco-fritto enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Pidoni alla Messinese http://www.enziolucca.it/ricette/450/1/pidoni-alla-messinese

E qui si rischia...

Non c'è ricetta più tradizionale e più "segreta" dei semplicissimi pidoni. Ogni rosticceria ha la sua, ogni rosticceria usa la ricetta "l'originale", ogni rosticceria ha i migliori della città.
E' quasi una questione di orgoglio, persino tra vicini di casa... "I pidoni si fanno in un modo solo". Eppure provate a chiedere la ricetta e difficilmente ne troverete una uguale all'altra.

Una cosa è certa, il pidone buono lo puoi mangiare ovunque qui, ma puoi anche trovare quello migliore tra i tanti. Io vi propongo questa ricetta che più di ogni altra fa della semplicità la sua forza, sia per gli ingredienti sia per la preparazione.

Come al solito...buon appetito!

Enzio Lucca


I pitoni (o pidoni) Messinesi sono calzoni fritti tipici della rosticceria messinese ripieni di indivia (scarola), pomodoro, tuma e acciughe. I pitoni messinesi sono facili da realizzare, soffici e troppo buoni, ma non mi voglio soffermare nel sottolineare la loro bontà, piuttosto vi lascio la ricetta originale della nonna (messinese) per poter preparare e gustare questi spettacolari calzoni 

Ecco gli ingredienti che vi serviranno, con queste dosi realizzerete 15 pitoni messinesi:

Per l’impasto:
250 g di farina manitoba
250 g di farina di semola
25 g di zucchero
un cucchiaino di sale
40 g di olio di semi
280 g di acqua
un cubetto di lievito di birra (o una bustina di lievito liofilizzato)

Per il ripieno:
250 g di indivia riccia (o scarola)
200 g di pomodori di pachino
250 g di tuma
acciughe sott’olio q.b. (più o meno abbondanti dipende dai vostri gusti)
sale q.b.
olio extra vergine d’oliva q.b.
origano q.b.

Olio di semi per friggere

Procedimento:

I pitoni messinesi sono semplicissimi da realizzare, come prima cosa occupiamoci dell’impasto: in una ciotola capiente versate i due tipi di farina, lo zucchero, il sale e mescolate. Fate intiepidire l’acqua, scioglietevi il lievito e aggiungetela al composto precedente. Lavorate l’impasto con le mani o con l’ausilio di una planetaria fino ad ottenere un impasto omogeneo. Unite per ultimo l’olio e continuate a lavorare fino a farlo assorbire per bene. Fate lievitare il panetto così ottenuto in una ciotola ben coperta per un’ora.

Trascorso queste lasso di tempo, prendete l’impasto e dividetelo in 15 pezzettini che successivamente andrete a stendere formando dei cerchietti spessi circa mezzo cm. Coprite e fate riposate i cerchietti di pasta per altri 15 minuti. Frattempo preparate il condimento dei pitoni messinesi: lavate l’indivia e i pomodori, tagliateli a pezzettini e salateli. Tagliate a piccoli pezzettini anche il formaggio e le acciughe.

Allargate ogni cerchietto di pasta e ponete al centro un po’ di indivia, pomodoro, qualche pezzettino di acciuga, un po’ di origano, un filo d’olio e chiudete i pitoni messinesi, dangogli la forma di una mezzaluna.

Friggete i pitoni messinesi in abbondate olio di semi bollente per pochi secondi per lato, si colorano in breve tempo. Una volta pronti, trasferite i pitoni messinesi su della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e serviteli (potete seguire anche questo post sui consigli per la frittura).

Gustate i pitoni messinesi ben caldi.

Foto: Wikipedia

Ricetta originale su Giallozafferano

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Fri, 17 Jun 2016 19:50:46 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/450/1/pidoni-alla-messinese enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Ghiaccioli salati http://www.enziolucca.it/ricette/449/1/ghiaccioli-salati

Era l’inverno del 1905 quando un bambino americano di nome Frank dimenticò fuori dalla finestra un bicchierino di acqua e soda con dentro il bastoncino che aveva usato per mescolarle. Ci voleva un bambino per avere un’idea così rivoluzionaria! 

Quella che segue non è certamente una ricetta "tradizionale", anzi a molti farà storcere il naso la sola idea di un ghiacciolo salato. Eppure ci sono dei momenti in cui potrete realmente sorprendere i vostri ospiti. Un aperitivo all'aperto o un "sorbetto" alternativo tra pietanze di carne e pesce. La preparazione, apparentemente semplice, nasconde delle insidie, specialmente nel bilanciamento delle spezie molto forti. Rispettate con attenzione le dosi.
Sicuramente da provare anche solo per stupire.

Enzio Lucca


Ingredienti per lo sciroppo (per 4 ghiaccioli da 70 cl l'uno)
Acqua 100g
Zucchero semolato 25g

PER 2 GHIACCIOLI ROSSI
Pomodorini datterini 140g - Tabasco 1.5g - Basilico 2g - Olio di oliva extravergine 5g - Sale 1 pizzico

PER 2 GHIACCIOLI VERDI
Cetrioli 100g - Cetrioli a fettine per decorare 4 - Succo di limone 50g - Zenzero pulito 15g - Limoni quarti di fettine 2 - Olio di oliva extravergine - Sale 1 pizzico - Pepe 0.3g

Per preparare i ghiaccioli salati, per prima cosa preparate lo sciroppo che occorrerà per entrambi i gusti. In un pentolino ponete l’acqua e lo zucchero  e portate ad ebollizione. Togliete subito dal fuoco e lasciate raffreddare. Passate al primo dei due gusti: lavate i pomodorini e tagliateli a metà.

Poneteli nel bicchiere del mixer e frullateli con il frullatore a immersione fino ad ottenere una purea.

Filtratela attraverso un colino a maglie strette, per eliminare i semi. Unite quindi l’olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale.

Aggiungete anche il tabasco e 50g dello sciroppo preparato in precedenza a filo, sempre mescolando. Per comodità trasferite il composto in una piccola brocca, e distribuitelo in 2 stampi da ghiacciolo di 70cl di capacità, nei quali avrete precedentemente sistemato gli appositi bastoncini.

Distribuite ora negli stampi le foglioline di basilico, facendole affondare bene nel composto. Trasferite i vostri ghiaccioli ai datterini nel freezer, dove dovranno rimanere almeno 6 ore.

Passate quindi al secondo tipo di ghiaccioli.
Tagliate 4 fettine sottili di cetriolo, pelate il rimanente e tagliate la polpa a tocchetti. Trasferitela nel bicchiere del mixer; poi prendete il limone, dividetelo a metà e prendete 2 quarti di fettine per decorare. Spremete il resto del limone per ricavarne il succo, da unire alla polpa di cetriolo e frullate per ottenere una purea. Filtratela attraverso un colino a maglie strette.

Unite poi il rimanente sciroppo (70 g circa), l’olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale.

Pulite lo zenzero e riducetelo a pezzetti grandi come spicchi d’aglio, in modo da poterlo spremere con lo spremiaglio, per ricavarne un succo da unire al composto. Condite infine con il pepe e mescolate.

Posizionate all’interno degli stampi da ghiacciolo le fettine di cetriolo e limone. Trasferendo anche in questo caso il composto in una brocca per semplificare l’operazione, versate la purea di cetriolo, zenzero e limone negli stampi e trasferiteli in freezer per almeno 6 ore. Trascorso il tempo di congelamento, sformate i vostri ghiaccioli salati e gustateli immediatamente!

Fonte: Giallozafferano

Foto da: Giallozafferano

Video preparazione: Giallozafferano

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Mon, 13 Jun 2016 19:21:44 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/449/1/ghiaccioli-salati enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Ravioli alla ricotta cannella e cioccolato http://www.enziolucca.it/ricette/447/1/ravioli-alla-ricotta-cannella-e-cioccolato

I ravioli alla ricotta sono semplicemente BUONI! E' letteralmente uno sfizio, una di quelle ricette da sabato pomeriggio, quelle che non fai mai ma che non puoi dimenticare e che in 20 minuti hai tutto pronto.

Facile facile quindi, ed una volta pronti sono sempre "pochi". Unico accorgimento la lavorazione ed il tipo di ricotta. Deve essere vaccina e lavorata a mano. Opzionalmente è possibile aggiungere del cioccolato fondente al ripieno.

Direttamente dal vecchissimo ricettario di mia madre. Passatevi lo sfizio...

Enzio Lucca

Ingredienti per una dozzina di ravioli

Per la pasta frolla:

  • 1/2 chilo di farina per dolci:
  • 2 uova;
  • un bicchiere di latte intero;
  • un cucchiaio di zucchero;
  • un pizzico di sale;
  • 50 gr di burro

Per il ripieno:

  • 1/2 chilo di ricotta fresca vaccina asciutta;
  • 1 bustina di vaniglia;
  • un pizzico di cannella;
  • 150 gr di zucchero;
  • 4 cubetti di cioccolato fondente

Lavorate l'impasto di ricotta, vaniglia e zucchero con un cucchiaio e poi con un passaverdure rendetelo privo di grumi.

Allargare la pasta frolla a spessore fine; tagliare una dozzina di quadrati di 10 o 12 centimetri; mettere al centro di ogni quadrato un poco di ripieno ed un cubetto di cioccolato e chiudere ripiegando i bordi appena appena bagnati. Passare poi alla cottura in olio caldo. Prima di servire, spolverare di zucchero.

 

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Wed, 1 Jun 2016 18:54:06 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/447/1/ravioli-alla-ricotta-cannella-e-cioccolato enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Pasta finocchi e sarde http://www.enziolucca.it/ricette/446/1/pasta-finocchi-e-sarde

Uno dei piatti storici della cucina palermitana, la pasta con le sarde ed il finocchietto selvatico è un primo non semplice da preparare ma dal gusto incredibilmente buono quando si trova il giusto equilibrio.

Mio padre mi racconta che quando la nonna preparava "a pasta chi sairdde" (la pasta con le sarde) era sempre una festa e che era obbligatorio prepararne almeno una teglia in più in quanto fredda era ancora più buona, quasi una torta.

E' un piatto fondamentalmente "povero" (perchè fatto con ingredienti poveri) ma nei ristoranti di Palermo, anche in quelli stellati, è un primo ricercato ed apprezzato. Si dice sia una ricetta nata durante l’assedio degli arabi in Sicilia ed in effetti il contrasto tra dolce e salato è tipico di quei luoghi. Non tutti lo sanno cucinare a dovere...la cosa più complicata è trovare la giusta croccantezza del pangrattato tostato e la giusta dolcezza dell'uvetta passolina.

E' uno dei miei piatti preferiti e non ho mai toccato la ricetta originale... buon appetito.

Enzio Lucca

Ingredienti per sei persone

  • 500 grammi maccheroncini o spaghetti
  • 700 grammi sarde fresche pulite di testa, coda e lische
  • 5 sardine salate
  • 1 kg di finocchietti selvatici (una decina di mazzetti)
  • 70 grammi uvetta passolina (da non confondere con l'uva passa o l'uva sultanina, molto più dolci)
  • 2 cipolle grandi bianche
  • 60 grammi pinoli
  • 150 grammi di pangrattato abbrustolito
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale e pepe nero
  • 1 bustina di zafferano

Ricetta

Lavate ed asciugate bene i finocchietti, fateli bollire per pochi minuti, una volta scolati metteteli nel ghiaccio per bloccare la cottura e mantenere il colore verde acceso, tritateli a coltello e mettete da parte sia i finocchietti che l’acqua di cottura.

Versate olio abbondante in un tegame e soffriggete le cipolle tritate non troppo sottili, le sardine salate, le passoline e i pinoli. Aspettate che le sarde si "sciolgano" poi aggiungete i finocchietti tritati e le sarde pulite. Mescolate con energia fino a quando le sarde non si saranno sminuzzate  Dopo circa 20 minuti su fuoco lento, aggiungete sale e pepe e qualche cucchiaio dell'acqua di cottura.

Lessate la pasta nell’acqua di cottura dei finocchietti nella quale avremo sciolto una bustina di zafferano (se occorre aggiungere altra acqua). Scolate la pasta, saltate con il preparato delle sarde e servitela spolverando con il pangrattato abbrustolito.

Foto da oggi.it

 

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Wed, 25 May 2016 18:19:14 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/446/1/pasta-finocchi-e-sarde enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Braciolettine alla messinese http://www.enziolucca.it/ricette/445/1/braciolettine-alla-messinese

Chiamarli involtini di carne è quantomeno riduttivo. Le braciolettine messinesi dovrebbero essere un secondo DOP, e non solo per la tradizione con cui questa ricetta si tramanda di generazione in generazione ma anche per il sapore unico, la tenerezza del cuore e la croccantezza della panatura esterna che va rigorosamente abbrustolita con cottura su piastra o meglio ancora su barbeque.

La parte più complicata è la preparazione dell'involtino che deve essre piccolo come un bocconcino, quasi un fingerfood, con la giusta quantità di carne rispetto al ripieno (meglio un po' meno carne).

Anche le braciolettine fanno parte della mia storia, e devo dire che ancora oggi quelle cucinate da mio padre sono sicuramente più buone delle mie, ed infatti la ricetta è la sua. Buon appetito.

Enzio Lucca

Ingredienti per 4 spiedini

  • 20 fettine sottili tipo quelle per carpaccio (lacerto, bausa, rotonda o altri tagli lavorati dal vostro macellaio) a volte viene anche "battuta" per renderla più sottile e tenera)
  • 120 g di parmigiano grattugiato
  • 120 g di pangrattato (fresco, non troppo fine)
  • 1 cucchiao di prezzemolo tritato fine, finissimo
  • Provolina o caciocavallo o formaggio filante a quadratini (almeno un paio di quadratini per ogni braciolettina)
  • Olio extra vergine di oliva
  • Sale q.b.

Procedimento

Mescolate il pangrattato con il parmigiano, olio quanto basta, sale, e il prezzemolo tritato.

Prendete una fettina di carne grande più o meno quanto il palmo della mano, riempitele con un cucchiaio di pangrattato insaporito e due cubetti di formaggio. Richiudete bene ad involtino e procedete così per tutte le 20 fettine.
Formate spiedini da 5 involtini, massaggiate con un po' di olio di oliva e passate gli involtini nel pangrattato rimasto.
Preparate la grigliata con un fuoco vivo o una piastra ben calda, e quoceteli per 4-5 minuti rigirandoli a metà cottura in modo che gli involtini rimangano morbidi dentro e la panatura esterna sia invece croccante.

Foto da blog.giallozafferano.it

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Sun, 22 May 2016 22:05:33 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/445/1/braciolettine-alla-messinese enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Parmigiana di melanzane e pesce spada http://www.enziolucca.it/ricette/444/1/parmigiana-di-melanzane-e-pesce-spada

La parmigiana di melanzane e pesce spada è una deliziosa pietanza, simile alla classica parmigina, dal profumo di mare. Un delizioso e ricco piatto a base di melanzane e carpaccio di pesce spada affumicato. Potrete preparare la parmigiana di melanzane e pesce spada anche in anticipo ed è ottima sia calda che a temperatura ambiente. Potrete preparare questa gustosa e, al tempo stesso, delicata parmigiana sia in una pirofila da forno per più persone, sia in stampi monoporzione. Perfetta sia come antipasto che come secondo piatto, semplice e deliziosa, questa parmigiana conquisterà tutti!

Dose per 2 persone

Parmigiana di melanzane e pesce spada

Ingredienti:

· 1 melanzana di medie dimensioni
· 150 ml pomarola / passata di pomodoro
· 100 g mozzarella
· 100 g carpaccio di pesce spada affumicato
· sale q.b.

Preparazione:

Lavare la melanzana sotto acqua corrente e tagliarla a fettine sottili. Nel frattempo, scaldare una griglia in ghisa, dove andrete a grigliare le melanzane.

Grigliare su entrambi i lati le melanzane, fino a che non comparirà un lieve segno della griglia sulla superficie della fetta della melanzane.

Far raffreddare ed aggiustare con il sale.

Se utilizzate la passata di pomodoro, vi consiglio di aggiustarla con il sale, mentre se utilizzate la pomarola, potrete saltare questo passaggio. Tagliare la mozzarella a piccoli cubettini.

In una teglia da forno, formare uno strato di melanzane grigliate, ricoprire con la passata di pomodoro o la pomarola, la mozzarella ed il carpaccio di pesce spada affumicato. Ripetere l’operazione, fino a formare almeno 3 strati, o fino a che non finirete gli ingredienti. Terminare con la passata di pomodoro.

Infornare la parmigiana di melanzane e pesce spada a 200° per circa 20-25 minuti. Sfornare e lasciar intiepidire.

Articolo originale su blog.giallozafferano.it

Foto blog.giallozafferano.it

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Thu, 19 May 2016 18:42:48 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/444/1/parmigiana-di-melanzane-e-pesce-spada enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Arancino http://www.enziolucca.it/ricette/436/1/arancino

Gli Arancini siciliani sono una specialità regionale molto conosciuta in tutta la penisola. Questi arancini di riso sono noti sia per la loro particolare forma a pera, anziché a forma di palla, sia per il ripieno a base di carne, che per il colore del riso che si usa per comporli. Il riso da preparare è assolutamente con lo zafferano e quindi di colore giallo, e il ripieno è tradizionalmente a base di ragù di carne e piselli. Nel corso della preparazione degli arancini è molto importante la cottura del riso, che deve avvenire in poca acqua per lasciarlo pieno di amido e quindi più appiccicoso. Molto importante è anche la composizione dell'arancino, da effettuare rigorosamente con ingredienti freddi. Le varianti della ricetta degli arancini sono numerose ma la ricetta originale degli arancini siciliani prevede un procedimento preciso e degli ingredienti specifici. Vediamo come si preparano al meglio.

Ingredienti

250 Gr Di Riso Per Timballi
3 Tuorli Di Uovo
1 Bustina Di Zafferano
30 Gr Di Burro
100 Gr Di Parmigiano Grattugiato
Sale Q.B.
Ingredienti per il ripieno:
150 Gr Di Carne Macinata Di Bovino
1/2 Cipolla
25 Gr Di Burro
2 Cucchiai Da Minestra Di Olio Di Oliva
100 Gr Di Piselli
100 Gr Di Formaggio Tipo Caciocavallo O Scamorza
2 Cucchiai Da Minestra Di Concentrato Di Pomodoro (Oppure Un Pomodoro Pelato)
100 Ml Di Vino Rosso
Sale Q.B.
Pepe Q.B.

Ingredienti per la panatura:

2 Uova
Pangrattato Q.B.
Olio Per Friggere
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Riso
Riso Con La Carne
Carne
Zafferano

 

Preparazione

Lessate il riso in circa 600 ml di acqua poco salata in modo che nel corso della cottura si asciuga quasi totalmente l'acqua e l'amido risulta tutto nella pentola rendendo il riso asciutto e anche appiccicoso. Nel frattempo sciogliete lo zafferano in un paio di cucchiai di acqua e unitevi i tuorli, infine aggiungete il tutto al riso. Completate con il parmigiano grattugiato e il burro e mescolate per bene, lasciando poi raffreddare il tutto.
 
Nel frattempo preparate il condimento per la farcitura facendo soffriggere la cipolla tritata finemente in una pentola con l'olio di oliva e il burro. Unite la carne macinata, salate e lasciatela rosolare a fiamma alta. Aggiungete il vino rosso e fatelo sfumare. Unite quindi il concentrato di pomodoro diluito in 200 ml di acqua. Salate e pepate e lasciate cuocere per circa 30 minuti.

In una pentola a parte fate cuocere i piselli con poca acqua per circa 10 minuti. Nel frattempo tagliate a cubetti il formaggio. Quando i piselli saranno cotti ma ancora ben sodi spegnete la fiamma e uniteli al ragù, scolandoli dell'eventuale acqua in eccesso.

Appena il riso sarà freddo iniziate a comporre gli arancini. Mettete sulla mano uno strato sottile di riso e schiacciatelo. Formate un incavo al centro e mettetevi un cucchiaio di ragù e piselli e un paio di cubetti di formaggio, poi un altro strato di riso. Quindi modellate gli arancini cercando di ottenere la classica forma di pera. Continuate fino a terminare gli ingredienti.

Passate tutti gli arancini così ottenuti nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato e friggeteli in abbondante olio bollente (potete seguire anche questo post sui consigli per la frittura). Usate un tegame profondo e piccolo di diametro in modo che gli arancini siano totalmente immersi nell'olio. Usate un mestolo forato per calare gli arancini nell'olio e per tirarli via quando saranno ben dorati. Disponeteli su carta assorbente da cucina e serviteli caldi preferibilmente.

Articolo originale buttalapasta.it

Foto da sicilying.com

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Mon, 9 May 2016 19:36:07 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/436/1/arancino enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Tiramisù http://www.enziolucca.it/ricette/430/1/tiramisu

La ricetta che vi proponiamo è quella di un dolce al cucchiaio preparato in tutta Italia e non solo: il tiramisù. 
Un dessert ormai famoso anche fuori dai confini della penisola e sempre adatto a concludere i vostri menù. 

Vi state domandando come fare per preparalo al meglio? 
Innanzitutto, per realizzarlo seguendo la ricetta della tradizione avrete bisogno di savoiardi, liquore, caffè, uova, zucchero, cacao amaro e Mascarpone, per il quale consigliamo l'impiego di quello Santa Lucia. 
Con questi ingredienti e seguendo i nostri suggerimenti riuscirete a dar vita al più classico dei classici della pasticceria italiana. 
Soffice e super cremosa, questa prelibatezza è anche facile da preparare e viene annoverata tra i dessert più golosi della nostra tradizione dolciaria. 

Pilastro incrollabile di ogni ristorante, di ogni pasticceria e di ogni famiglia, questo dessert rappresenta un vero proprio asso nella manica da servire quando si hanno ospiti da deliziare.


PREPARAZIONE:

Ecco come fare un vero tiramisù originale: dovete prima di tutto dividere gli albumi dai tuorli e metterli in due terrine separate. Aggiungete ai tuorli 70 g dello zucchero. 
Poi, con l'ausilio di uno sbattitore elettrico, montateli per bene fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. 
A questo punto, aggiungete anche il Mascarpone Santa Lucia e lavorate il tutto fino a quando non otterrete una crema soffice ed omogenea. 

Ora dedicatevi a montare a neve ben ferma gli albumi. Iniziate la lavorazione delle chiare senza aggiungere altri ingredienti. 
Quando gli albumi saranno semi-montati, versate poco alla volta 70 g di zucchero nel composto e montate il tutto finché non otterrete una neve ben ferma. 
Aggiungetela al composto di tuorli, zucchero e mascarpone. 
Eseguite quest'operazione con molta delicatezza, mescolando il tutto dal basso verso l'alto, in modo che le chiare non si smontino. 
Mettete la crema in frigorifero a raffreddare dentro un sac à poche. 
Prendete una ciotolina e mettete al suo interno i 10 g di zucchero rimasti, il liquore ed il caffè e mescolate per bene la bagna. 

Ora assemblate il vostro tiramisù: prendete una pirofila piccola e stendeteci dentro uno strato di crema fredda, poi ricopritela con uno strato di savoiardi imbevuti nella bagna. 
Ricoprite con un altro strato di crema, poi con uno di savoiardi e così via fino ad esaurimento degli ingredienti. 
Mettete il dolce in frigorifero per almeno due ore. 
Poco prima di servirlo cospargetene la superficie con il cacao amaro in polvere.

 

Articolo originale su galbani.it

Foto da dinuovoatavola.it

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Mon, 9 May 2016 19:14:41 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/430/1/tiramisu enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Torta sette veli http://www.enziolucca.it/ricette/429/1/torta-sette-veli

Torta sette veli

Questa torta sette veli è semplicemente l’apoteosi del cioccolato! Infatti ci sono ben sette strati di cioccolato che si fondono in un sapore unico. Un vero peccato di gola…. chi resisterà alla tentazione?

Ingredienti per

  • PAN DI SPAGNA: 5 uova, 150 gr di zucchero, 150 gr di farina, 50 gr di cacao, una bustina di lievito, un pizzico di sale;
  • BAVARESI: 250 gr di latte, 100 gr di zucchero, 40 gr di amido di mais, 2 tuorli, 8 gr di colla di pesce, 120 gr di cioccolato fondente, 120 gr di cioccolato gianduia; 400 ml di panna da montare;
  • DISCO DI CEREALI: 130 gr di cioccolato fondente, 80 gr di fiocchi di mais, 30 gr di burro;
  • GLASSA: 160 di acqua, 150 gr di panna, 200 gr di zucchero, 80 gr di cacao, 8 gr di colla di pesce.

Procedimento:

Pan di spagna. Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e aggiungere lentamente la farina, il cacao e il lievito setacciati. A parte, montare gli albumi con un pizzico di sale. Amalgamare i due composti, versando gradualmente gli albumi montati a neve nell’altro composto e mescolando delicatamente. Versare il tutto in uno stampo (circa 24 cm di diametro) imburrato e infarinato e infornare a 180 ° per circa 30 minuti. Lasciar raffreddare prima di tagliare in tre dischi (va bene anche due se trovate difficoltà, non cambierà il risultato finale, semmai sarà una sei veli!).

Bavaresi. Versare il latte in un pentolino e portare a bollore. In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero e l’amido di mais. Aggiungere il latte a filo e rimettere tutto sulla fiamma fino a quando il composto non si addenserà (attenzione basteranno pochi secondi). Unire la colla di pesce e dividere quanto ottenuto in due ciotole diverse. Nell’una metterete il cioccolato fondente fuso; nell’altra il cioccolato gianduia. Bisogna far raffreddare le preparazioni prima di aggiungere la panna montata (200 ml + 200 ml).

Disco di cereali. Frullare in un mixer i cereali, unire il burro e il cioccolato fondente fuso. Versare il composto su un foglio di carta da forno e coprire con un altro foglio. Con un matterello cercare di ottenere un disco sottile, che andrà posto nel congelatore.

Glassa. In un pentolino mescolare cacao, zucchero, acqua e panna. Porre sulla fiamma e portare a 100° circa. Aggiungere la colla di pesce. Far raffreddare.

Ora bisogna comporre la torta, in questo ordine. Porre sul fondo uno strato di pan di spagna coperto da un velo sottile di una delle due bavaresi sul quale metterete il disco di cereali (suggerimento: si può sbriciolare il disco anziché metterlo intero perché il cioccolato tenderà ad indurirsi rendendo problematico il taglio della torta). Continuare con la bavarese al cioccolato fondente. Inserire un altro disco di pan di spagna e la bavarese al cioccolato gianduia. Completare con l’ultimo disco di pan di spagna e la glassa. Porre la torta in frigo per almeno due ore prima di servire. Decorare a piacere, io ho utilizzato delle mandorle e delle gocce di cioccolato. Il procedimento per realizzare questa torta è un tantino lungo ma ne vale davvero la pena! Nella foto sotto si vede anche uno strato bianco… Beh siccome la torta è povera di calorie, mi son detta: mettiamoci pure la panna!!!

 

Articolo originale su giallozafferano.it

foto da siculabrioche.com

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Mon, 9 May 2016 19:12:21 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/429/1/torta-sette-veli enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Linguine allo scoglio http://www.enziolucca.it/ricette/428/1/linguine-allo-scoglio

Le linguine allo scoglio sono un classico della cucina di mare, una ricetta molto semplice che soddisferà tutti gli amanti di frutti di mare, crostacei e pomodorini...il successo di questa ricetta è assicurato! Ricca di ingredienti, questo piatto potrebbe essere considerato come unico, l'esaltazione perfetta per prodotti freschi e buonissimi. Da abbinare un bel vino bianco come il Vermentino di Gallura DOCG per far risaltare i crostacei o con un Salice Salentino, se si preferisce puntare su un buon rosso.

Ingredienti
360 Gr Di Linguine
Frutti Di Mare A Scelta: Circa 2 Kg Di Cozze, Vongole, Arselle, Tartufi Di Mare, Fasolari, O Altre Varietà Locali
8 Crostacei Grandi A Scelta Tra Gamberoni, Scampi E Mazzancolle
20 Crostacei Piccoli A Scelta Tra Gamberetti E Scampetti
2 Spicchi Di Aglio
400 Gr Di Pomodorini Ben Maturi
6 Cucchiai Di Olio D’oliva Extra Vergine
Una Manciata Di Foglie Di Prezzemolo Tritate
Sale Q.B.
Peperoncino Rosso Piccante
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Linguine


Preparazione

Iniziate a pulire i frutti di mare facendo spurgare cozze e vongole almeno 4 ore prima della preparazione. Ponetele in un contenitore con dell'acqua, aggiungete un po' di sale grosso e una spruzzata di aceto o un succo di limone. Durante questa operazione è necessario cambiare l'acqua almeno tre volte, preoccupatevi di togliere il residuo di sabbia che si sarà depositato sul fondo. In una padella ponete uno spicchio d’aglio schiacciato e un filo d'olio, accendete la fiamma abbastanza alta e buttate le cozze precedentemente pulite; bagnate tutto con del vino. Dopo alcuni minuti le conchiglie saranno aperte, rimuovetele dalla padella, filtrate il liquido prodotto e ripetete l’operazione con le vongole. Eliminate tutti i molluschi che durante questa precottura non si sono aperti.
 
Lavate i crostacei sotto l’acqua corrente, vi consigliamo di eliminare una parte dei filamenti presenti per evitare di ritrovarli nella salsa. In una padella molto ampia, o in un tegame ugualmente capiente, mettete l’olio e gli spicchi di aglio schiacciati, fateli rosolare qualche minuto e successivamente togliete la padella dal fuoco. Se non amate particolarmente l’aglio è possibile toglierlo dopo la precottura.

All'interno della stessa padella in cui avete cucinato i crostacei, gettate i pomodorini tagliati a metà, se sono particolarmente grandi potete tagliarli anche in quattro parti. Fate cuocere tutto per 3/4 minuti a fuoco molto vivo. Unite successivamente i crostacei, e continuate la cottura per altri 5 minuti. Aggiungete infine il peperoncino piccante e i molluschi, mischiate tutto con delicatezza e aggiungete l'acqua di cottura di vongole e cozze. Procedete con la cottura ancora qualche minuto, mescolando per bene così da far amalgamare e insaporire tutti gli ingredienti con il sughetto. Aggiustate di sale ma attenzione a non esagerare, tendenzialmente l’acqua dei molluschi è abbastanza salata.

Mettete a bollire l'acqua della pasta. Togliete i crostacei ed i frutti di mare più grandi dal sugo, li utilizzerete successivamente come decorazione del piatto. Raggiunto il giusto tempo di cottura, scolate la pasta e fatela saltare nella padella con il sugo, successivamente spolverate il tutto con un bel po' di prezzemolo tritato.

Distribuite la pasta nei piatti, completate con un filo di olio crudo, e ponetevi sopra i frutti di mare e i crostacei di decorazione. Servite il vostro piatto ancora caldo.

Linguine allo scoglio al cartoccio
Linguine allo scoglio al cartoccio

Le linguine allo scoglio al cartoccio aggiungono un sapore in più al piatto che avete realizzato. Prepararle è molto semplice infatti, finita la preparazione è necessario trasferire le linguine in fogli monoporzione di carta argentata, chiudere tutto molto bene (ma senza esagerare) e lasciare cuocere in forno per 5/10 minuti. Particolare attenzione deve essere prestata per la temperatura del forno, è necessario che sia molto caldo quindi vi suggeriamo di riscaldarlo bene prima dell'uso! Una volta terminata la cottura, posizionate il cartoccio in un piatto da portata e apritelo. Ora non vi resta che mangiare, buon appetito!

Articolo originale su buttalapasta.it

Foto da guidecucina.pianetadonna.it

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Mon, 9 May 2016 19:09:06 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/428/1/linguine-allo-scoglio enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Riso alla cantonese http://www.enziolucca.it/ricette/434/1/riso-alla-cantonese

Quante volte, al ristorante cinese, vi siete ritrovati ad ordinare il riso alla cantonese perché si tratta di uno dei sapori più semplici per noi occidentali da mandare giù? Io tantissime e quando ho scoperto che per preparare il riso alla cantonese a casa non serve la laurea né chissà quanto tempo a disposizione, è diventato uno dei piatti svelti e semplici che si prepara anche all’ultimo minuto.

La ricetta è semplicissima e se avete sempre in casa una confezione di riso basmati e della salsa di soia potete mettere insieme un riso alla cantonese in davvero poco tempo per la vostra e l’altrui felicità; se poi avete un wok, la classica pentola-padella usata in Oriente, il gioco è ancora più semplice e divertente.

Cosa serve per 4 porzioni
250 grammi di riso basmati
3 uova
200 grammi di piselli (meglio freschi. Se surgelati lasciarli scongelare del tutto)
100 grammi di prosciutto cotto a dadini
1 cipollina
1 cucchiaio di salsa di soia
olio di semi di arachide
Sale al bisogno

Come si fa
1. Sciacquare il riso in una ciotola sotto l’acqua fredda in modo che perda l’amido in eccesso quindi cuocerlo in acqua salata per circa 10 minuti in modo che sia al dente.
2. Scottare i piselli in acqua bollente e nel frattempo tritare la cipollina e aggiungerne metà alle tre uova sbattute con poco sale.
3. Nella padella versare due cucchiai di olio quindi, quando è caldo, versare le uova e cuocerle strapazzandole in modo che risultato spezzettate alla fine della cottura. Togliere le uova dalla padella e sistemarle su un piatto.
4. Nella stessa padella versa altri due cucchiai di olio e, quando è caldo, fai soffriggere piselli e prosciutto cotto con poco sale. Togliere piselli e prosciutto dalla padella e sistemarli su un piatto.
5. Aggiungere altri due cucchiai di olio e versare la cipolla rimanente, il riso e la salsa di soia facendo saltare il tutto per 4-5 minuti quindi aggiungere anche piselli, prosciutto cotto e uova. Lasciar saltare, mescolando di continuo, per qualche minuto fin quando gli ingredienti non sono ben amalgamati. Servire il riso con ulteriore salsa di soia.

Tempo di preparazione: 30 minuti circa

riso cantonese ciotola

Risultato: semplice, veloce, saporito. Il riso alla cantonese è un classico da mangiare come piatto unico o come preludio ad altro.

Variante: potete realizzare la variante vegetariana usando il tofu al posto del prosciutto cotto.

Variante 2: per la variante senza glutine basta utilizzare salsa di soia apposita senza cambiare altro.

Consiglio: se avanza non buttatelo ma “riciclatelo” riscaldandolo sulla padella con un paio di cucchiai di olio di semi ed un cucchiaio di salsa di soia per riportarne il sapore a galla.

 

Articolo originale su lacuochinasopraffina.com

Foto da giallozafferano.it

 

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Mon, 9 May 2016 17:44:19 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/434/1/riso-alla-cantonese enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)
Involtini primavera http://www.enziolucca.it/ricette/435/1/involtini-primavera

 Gli involtini primavera si preparano impastando la farina con acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo e fluido che verrà cotto in uno strato sottile e poi farcito con un composto di carne e altri ingredienti.

INGREDIENTI
PER LA PASTA:2 bicchieriFarina di frumento 001 bicchiereAcquaq.b.Saleq.b.OlioPER IL RIPIENO:100 gCarne di maiale o pollo tritata200 gVerdure a scelta tritate a stiscioline1 cucchiaioMaizenaq.b.OlioPER IL CONDIMENTO:1 cucchiaioZucchero di canna1 cucchiainoSalsa di soia2 cucchiaiSakè1 cucchiaioAcquaUna presaGlutammato
PREPARAZIONE
Step 1
Preparate la pasta mescolando la farina con l'acqua ed il sale fino ad ottenere un impasto omogeneo e piuttosto fluido: lasciatelo riposare per 1 ora. 

Step 2
Scaldate una padella di ferro e, con uno straccio, ungenetene leggermente il fondo.

Step 3
Versate un mestolo di impasto in modo da formare una pellicola sottile e cuocetela. Procedete così fino all'esaurimento dell'impasto ricordandovi di passare spesso la padella con lo straccio unto.

Step 4
Preparate ora il ripieno: mescolate la carne alla maizena e lasciatela riposare per pochi minuti; nel frattempo mettete poco olio nel wok e scaldatelo.

Step 5
Soffriggete per circa 1 minuto la carne e le verdure, aggiungetevi il condimento e continuate a cuocere fino all'evaporazione del liquido, quindi lasciate raffreddare.

Step 6
Prendete ora uno dei dischi di pasta precedentemente preparati, mettete al centro una cucchiaiata abbondante di ripieno, ripiegate i bordi lateriali del disco verso l'interno ed arrotolate con cura.

Step 7
Potrete chiuderlo meglio se lo sigillate con dell'impasto avanzato. Friggete in abbondante olio gli involtini, che vanno serviti ben croccanti e caldi. Si accompagnano in genere con salsa agrodolce.

CONSIGLI
Scopri di più sugli ingredienti tipici della cucina cinese: clicca qua per accedere alla rubrica.

Articolo originale su buonissimo.org

Foto da mangiarebuono.it

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Thu, 5 May 2016 19:08:13 +0000 http://www.enziolucca.it/ricette/435/1/involtini-primavera enziolucca88@gmail.com (Lucca Enzio)